The Business Writer - Josephine Poupilou

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The Business Writer

Libri


the business writer METODO ANTIFALLIMENTO PER SCRITTORI AMBIZIOSI
di alessandro costa e Josephine Poupilou
(TITOLO NON DISPONIBILE)

“The Business Writer” è un manuale di scrittura creativa contenente fondamenti di editoria e di business per diventare scrittori affermati e di successo.

Scrivere un libro è diventato un vero e proprio business negli ultimi anni. Un business che ha attirato le attenzioni di molti con la speranza di riuscire a sfondare e ad arricchirsi velocemente e facilmente.
Purtroppo, però, una volta arrivati alla pubblicazione, è inevitabile scontrarsi con la dura realtà: aumentano gli scrittori ma diminuiscono i lettori, tutti vogliono posizionarsi nella Top 100 della classifica di Amazon ma le opere pubblicate ogni anno sono più di 60.000 (contro le 100 posizioni di classifica!), le case editrici sono sommerse di manoscritti ma solo 10.000 ce la faranno, mentre molti altri finiscono per convergere nel self publishing.
E come se tutto questo non bastasse, molti autori si ritrovano disorientati di fronte a tutto ciò che gira intorno al mondo editoriale e alle strategie migliori di promozione e marketing.
Per questo nasce questa guida volta ad aiutare gli esordienti e a farsi strada nel mondo della pubblicazione editoriale. Vedremo così, decine di strategie in grado di aggiungere valore al testo, lavorando sulle ambientazioni, personaggi e dialoghi oppure migliorando lo stile e il ritmo del racconto. Inoltre ci sarà un capitolo a sorpresa sull’ingrediente fondamentale per diventare scrittori di successo a lunga durata!
In seguito vi verrà presentata l’editoria vista da più prospettive per capire come funzionano certi meccanismi.
Infine, a seconda delle vostre abilità migliori, troverete più di 10 modi per fare business e guadagnare con i libri o con la scrittura.


LEGGI L'ANTEPRIMA QUI SOTTO.





THE BUSINESS WRITER

METODO ANTIFALLIMENTO PER SCRITTORI AMBIZIOSI



Alessandro Costa
Josephine Poupilou




Introduzione




Questo manuale non vuole solo essere un vademecum di scrittura creativa, ma anche una guida per affacciarsi al mondo dell’editoria, dove non è più sufficiente essere scrittori per farcela, ma è necessario entrare a contatto con tutte le sfaccettature di questa realtà e acquisirne gli stratagemmi, perché oggi uno scrittore non può più affidarsi esclusivamente alla propria fantasia o alla conoscenza della lingua italiana.
No, oggi uno scrittore deve saper fare business, sapersi vendere, ottenere visibilità, conoscere i propri lettori, intuire le mode e le correnti che stanno trasformando la letteratura attuale.

In questi ultimi anni sempre più spesso si legge di scrittori che partono sulle ali della speranza per poi veder crollare miseramente i loro sforzi e infine lasciarsi sopraffare dalla delusione e dal cinismo.
Questo accade non perché gli scrittori di oggi non valgono, ma perché partono senza conoscere il campo minato in cui sono appena entrati.
Oggigiorno è impensabile intraprendere un tale percorso senza prima avere alcune nozioni di base e quest’opera vuole essere una sorta di cartografia in cui indicarvi le potenzialità e le difficoltà che potrete incontrare sul vostro cammino, oltre a una serie di nuove opportunità e soluzioni per ottenere ciò che desiderate.

Ma di preciso cosa troverete qui? In cosa consiste questo metodo antifallimento?
In prima analisi vuole mostrarvi la realtà editoriale vista da vari punti di vista.
Non solo è cambiata l’editoria rispetto a dieci anni fa, ma anche la figura dello scrittore.
Una volta lo scrittore era un letterato laureato con grandi conoscenze della lingua italiana e un’elevata cultura della società.
Oggi non è più così.
Oggi tutti possono essere scrittori, al di là del titolo di studio, della professione e dell’erudizione. Persino i valori sono cambiati, passando dall’idealismo alla più concreta necessità di arricchirsi e possibilmente di diventare famosi.
Questo cosa comporta?
Il risultato è che il numero di scrittori è cresciuto vertiginosamente, mentre la qualità del prodotto editoriale è diminuita drasticamente.
Inoltre dovete valutare che in Italia ci sono migliaia di case editrici ma non abbastanza da coprire tutte le opere proposte.
Questo ha dato vita al self publishing, una strategia di mercato che finalmente liberava gli autori dalla delusione e frustrazione di venire spesso scartati e rifiutati.
Tuttavia la maggior parte degli autori non ha la minima idea di quale sia il lavoro completo di una casa editrice, quindi troviamo sempre più spesso in giro libri privi di editing, copertine e impaginazioni inadeguate, una poco valida promozione e distribuzione.
Da qui si è arrivati facilmente all’ebook, il libro digitale, che ha permesso la pubblicazione ancora più facile e veloce da parte degli scrittori in self con l’enorme vantaggio di aver abbattuto i costi iniziali oltre ad aver potuto portare la propria opera oltre i confini della propria città o regione.
In pochi anni il mercato editoriale è come esploso.
Da 8.000 titoli pubblicati all’anno, oggi se ne aggiungono oltre 30.000 in self publishing.
Mentre cresce l’offerta, tuttavia la domanda è sempre minore.
I lettori in Italia diminuiscono, la quantità di libri aumenta creando confusione, la qualità delle opere in commercio cala drasticamente e anche il giudizio critico del lettore viene sempre meno.
In questo marasma, ci sono due fattori che continuano a determinare il presente e le future scelte editoriali: la promozione alla lettura e il fatturato del mondo dell’editoria.
Purtroppo il primo fattore viene sempre maggiormente trascurato (la qualità dei prodotti editoriali lo dimostrano come anche la diminuzione costante dei lettori in Italia), sfociando nell’assurdo perché una persona che vende libri ha bisogno di gente che compra libri, perciò è indispensabile oggigiorno far crescere il numero di lettori, favorire la lettura, portare la passione per la cultura, invece di raschiare il fondo del barile con gli ultimi lettori forti ancora presenti in Italia.
Un dato eclatante anche se non basato su dati attendibili al 100% ma più sul "si dice" è che in Italia ci sono più scrittori che lettori, ovvero nemmeno più chi smercia cultura, ci presta più tempo ed energie. E questo ci dà un’opinione piuttosto discutibile riguardo a molti autori.
Per il secondo fattore, ci sono troppe persone e società in ballo per non prestarci attenzione, tanto che oggi uno scrittore se vuole sopravvivere in questo mondo di squali deve diventare un business writer.
Questo cosa significa?
Significa che oggi non basta scrivere e pubblicare, ma è indispensabile concentrarsi anche sulla vendita e promozione.
Il fatturato editoriale annuale si aggira intorno ai 2 miliardi di euro (esclusi i libri scolastici). Prima questo guadagno veniva spartito quasi esclusivamente tra le case editrici, mentre oggi una fetta sempre più sostanziale viene presa dagli autori self.
Le conseguenze sono state molteplici, tra cui la necessità da parte delle case editrici di colpire sempre di più il lettore con prodotti sempre più scontati, strategie di affiliazione, scouting degli autori self più in vista, venduti e seguiti sui social networks…
Insomma, è tutto cambiato! Ormai sta svanendo la figura del povero scrittore esordiente che invia copie e copie del manoscritto cartaceo per posta aspettando per mesi e mesi una risposta nella speranza di venir pubblicato.
Oggi, l’attenzione dell’editore la si ottiene finendo dentro le classifiche dei libri più venduti online, come su Amazon.
Per questo si tende sempre più spesso a preferire la promozione sui social networks come Facebook (spesso la promozione finisce per diventare solo puro e fastidioso spam come vedremo in seguito), a immettere sul mercato sempre nuove opere prima di finire nel dimenticatoio (nella fretta di guadagnare e non perdere visibilità, viene totalmente trascurato l’editing) e infine a volte si arriva a falsare recensioni o a vendere l’intera propria vita (vera o fasulla che sia) pur di farsi notare.
I metodi a cui sempre più spesso ci si abbassa per acchiappare l’attenzione diventano con il tempo sempre più discutibili, tanto che alla fine si perde l’amore per i libri e le storie, per dare più spazio a un personaggio pubblico fatto di gossip, pettegolezzi sbandierati alla ricerca di approvazione sullo sfondo di Facebook (gli altri social hanno un format che limita questa strategia di marketing) che diventa così un vero e proprio talk show di scrittori (soprattutto scrittrici) nella speranza di non diventare delle meteore.
Tutto questo all’insegna del puro narcisismo e voglia di affermarsi come scrittori, quando in realtà la soluzione migliore consisterebbe semplicemente nel creare lettori invece di tante piccole meteore e divi della Hollywood letteraria.

"The Business Writer" vuole raccontare tutte queste realtà, partendo dalla scrittura.
Già, anche se non sembra da ciò che si vede in giro, lo scrittore prima di tutto deve saper scrivere.
Quindi la prima parte sarà concentrata in modo da poter valutare il proprio testo in base a un editing di tipo contenutistico (l’idea di partenza e la sua coerenza, la caratterizzazione dei personaggi e dell’ambiente, lo sviluppo della storia tra l’incipit e il finale…) e un altro più formale (ortografia e grammatica, le due bestie della lingua italiana che però spesso fanno da ago della bilancia di fronte a un lettore esigente o a un editore).
In seguito si entrerà nel vivo dell’editoria e del business, in cui verranno presentate varie strategie per non fallire e per ottenere visibilità e guadagni.
Inoltre verranno presentati più di dieci metodi per guadagnare con la scrittura e con i libri sfruttando al massimo le vostre potenzialità.
Infine scopriremo l’ingrediente segreto che distingue una meteora da uno scrittore con la S maiuscola.



Essere scrittori oggi




In Italia ci sono più scrittori che lettori (esclusi quelli che leggono un libro ogni morte di Papa). Una frase che non dista molto dalla realtà e che porta con sé una miriade di paradossi che farebbero impazzire qualsiasi studioso di economia.
Ma cosa significa per davvero questa affermazione e perché è così importante da averla inserita all’inizio di questo manuale per scrittori? Lo vediamo subito!
Le complicazioni che derivano da questa situazione anomala sono molteplici, tra cui:

L’offerta è superiore alla domanda, quindi ci sono più libri in commercio di quanti richiesti dai lettori. In effetti, se consideriamo che un lettore medio arriva a leggere 2-4 libri al mese, per un totale di massimo 48 libri annuali contro i 50.000 volumi che escono ogni anno, ecco che si inizia a intravedere il paradosso, reso ancora più assurdo dal fatto che con gli anni, aumentano i libri in commercio e diminuiscono i lettori forti.
Molti scrittori non leggono. A quanto pare il consiglio spassionato di Stephen King, che invitava chi volesse diventare uno scrittore a scrivere e leggere molto, oggi è finito nel dimenticatoio. No, oggi i neoscrittori scrivono e basta. Che cosa? Qualunque cosa. In che modo? Come capita. Leggere quella che ormai è vista solo come "concorrenza" non ha senso, secondo loro.
La quantità di libri in commercio ogni anno è aumentata ma la qualità si è abbassata notevolmente. Già, se prima per scrivere bisognava essere un luminare o un professore plurilaureato, oggi invece anche la cassiera del supermercato, diplomata alle scuole serali, può permettersi di tirare fuori una storia, metterla su carta e infine venderla. Da un lato, questo ha rotto gli schemi rigidi e pieni di pregiudizi e stereotipi che avevamo un tempo, dall’altro lato, però, abbiamo perso completamente il valore della scrittura e l’importanza di una buona istruzione, cultura e capacità stilistica narrativa che "fanno la differenza". Il risultato? In giro ormai si trova di tutto e quello che prima era un prodotto che si distingueva per eccellenza sintattica e narrativa, oggi si mescola a una valanga di opere senza cognizione di causa, piene di errori ortografici o incongruenze spazio-temporali, senza né capo né coda… Un vero assassinio alla letteratura e alla lingua italiana.
Confusione e perdita del senso critico da parte del lettore. Oltre al bombardamento continuo da parte di autori disperati che cercano di convincere quei pochi lettori rimasti a leggere la loro opera a volte tramite veri e propri "stalking di spam" sui social network, oppure alterazioni di recensioni sugli store dove poter acquistare libri, in grado di far risaltare testi senza logica e autori privi delle conoscenze anche più basilari della grammatica italiana, i lettori di oggi si ritrovano in questo vasto mare di squali e di nullità, fino a perdere le loro capacità di giudizio di un’opera. E quelle poche opere che si salvano? Svaniscono sommerse dal mare fangoso della mediocrità letteraria.
La promozione alla lettura è stata sostituita dall’importanza della vendita e dal desiderio di celebrità e ricchezza dello scrittore. Si è passati dai circoli letterari e culturali che hanno unito menti brillanti in passato, a delle vere e proprie guerre tra autori emergenti grazie ai social network come Facebook che possono dare libero sfogo al narcisismo nascosto dentro ogni scrittore. Tutto questo a discapito di ciò che prima era messo in primo piano: il libro. Mentre oggi ciò che si tende a costruire e a far emergere è l’autore come personaggio di spettacolo (nemmeno più di cultura, dato che spesso i post più seguiti non hanno nulla a che vedere con essa, ma maggiormente con la vita privata).
Mancanza di studio e ricerca sul mercato editoriale. Tutti vogliono vendere e diventare il nuovo Stephen King, ma nessuno sa come fare (a parte l’uso di metodi discutibili che affronteremo più avanti). Sono sempre più rari gli scrittori che cercano di analizzare il mercato dei libri da diverse prospettive. Non c’è più analisi, strategia di marketing e osservazione del mondo che ci circonda, ma solo autocompiacimento e accanimento verso ciò che secondo loro li danneggia. Si è addirittura passati dalla ricerca della casa editrice allo sputtanamento di esse perché non investono o lucrano malamente sugli emergenti invece di aiutarli. Lo stesso trattamento ormai è riservato anche alle critiche dei recensori degli store o blogger.
Tutto e subito. Questo è il nuovo concetto della nostra società e il mondo della scrittura non fa eccezioni. Per questo, piuttosto che aspettare per mesi lettere da parte delle case editrici, ora si preferisce il self publishing, con il quale ogni autore si sente libero da vincoli, guadagna di più e ottiene immediatamente visibilità con il proprio libro in commercio.
Perdita delle professioni legate all’editoria. L’editing viene sostituito dal correttore automatico di Word e dai beta reader amici. La copertina viene fatta da sé senza preoccuparsi dei fondamenti della grafica e quindi ci ritroviamo titoli scritti in font illeggibili e il nome dell’autore così piccolo che bisogna usare una lente d’ingrandimento per leggerlo. L’unica cosa che viene tenuta leggermente in considerazione (ma solo da pochi) è una parvenza di strategia di promozione che però non deriva da studi o ricerche, ma solo dalla propria voglia insistente di farsi conoscere e le conseguenze che ne derivano sono alquanto fastidiose, come vedremo successivamente.





La prospettiva dello scrittore




Questa è la vera realtà italiana editoriale: tanta carta straccia e poca qualità.
Con questa prospettiva, quindi, qual è il futuro destino di uno scrittore?
Come può emergere da questo marasma di mediocrità?

Per prima cosa, dobbiamo capire cosa vogliamo fare.
Vogliamo scrivere… e avere successo, ma soprattutto è importante scrivere, saper scrivere e regalare emozioni.
Questo fa uno scrittore.
Il successo è secondario, non perché meno importante ma perché deriva dalla scrittura.
Sembra stupido come ragionamento, ma la verità è che spesso le persone partono dalla loro brama di fama e ricchezza.
Purtroppo non funziona così. È vero proprio il contrario.
Cosa succede quando un autore parte dal desiderio di fama invece che dal piacere dello scrivere?
Vediamolo.

Primo passo: l’idea.
Egli si ritroverà inizialmente bloccato tra le mille idee che imperversano nella sua mente, poi rimuginerà per giorni e giorni sul trovare l’idea giusta, quella che porta al vero successo, quella che venderà e lo farà salire in cima alle classifiche di Amazon (chiodo fisso di moltissimi autori).
Il risultato porterà solo a: insoddisfazione perché nessuna idea sembra perfetta, frustrazione perché il tempo passa e non si è scritta nemmeno una riga, sensazione di fallimento perché mentre lui è lì a ragionare e a costruire la storia perfetta, in rete sbucano nuove opere sempre più avvincenti come funghi e autori sconosciuti ora sono diventati famosi nella cerchia dei propri colleghi sui social.
Tutto questo tempo sarebbe stato meglio usarlo per studiare, leggere, migliorare… invece di autocommiserarsi.

Secondo passo: l’opera.
La fretta di vendere, la fregola di avere successo sono pessime muse per uno scrittore. Da questo ne deriva un testo scialbo, scarno, privo di introspezione, descrizioni, dialoghi e correzione degli errori grammaticali.
Ed ecco che infine il tempo guadagnato si tramuterà in una successione di recensioni negative su quanto il libro sia misero, mediocre e privo di spessore.
A questo punto si vede la persona che c’è dietro lo scrittore: un animo umile e aperto, pronto a imparare dai propri errori e a migliorarsi oppure un individuo arrogante, presuntuoso e opportunista che sfrutterà le recensioni negative per farsi pubblicità immolandosi a vittima delle cattiverie e invidie altrui.

Terzo passo: lo scrittore.
Solo dopo aver pubblicato e portato davanti a sé la propria opera, si può iniziare a farsi avanti per farsi conoscere, entrando a contatto con il pubblico.
Quando questo accadrà, si dovrà decidere in che modo farlo.
Ci sono vari modi discutibili e non: spammare in continuazione il proprio libro, parlare sempre e solo di sé autoelogiandosi e ponendosi a giudice di se stessi e degli altri, attuare un progetto di cambio e scambio tra autori e lettori, pubblicare ogni mese racconti o romanzi per paura di finire nel dimenticatoio, investire soldi e tempo nel miglioramento del proprio talento…
I metodi sono innumerevoli ma solo uno è quello giusto ed è diverso per ognuno di noi.
Ma come facciamo a sapere qual è quello giusto?
I modi sono due.
Il primo è quello scontato che spesso non si segue mai, ovvero "essere se stessi", sempre se non ci si è persi nella frenesia della nostra società e nei suoi valori effimeri e non conformi con la nostra natura.
L’altro metodo invece è quello di immaginare di essere diventati degli scrittori di successo e di assistere a una conferenza su noi stessi, dove un relatore che ha seguito e studiato il nostro lavoro, ora deve presentarci.
Immaginate quali sarebbero le parole che vorremmo sentire uscire dalla sua bocca, quali aggettivi vorremmo che usasse per descrivere noi, le nostre opere e tutta la nostra carriera dagli esordi fino a quel momento.
Il nostro consiglio? Trascrivete quelle parole su un foglio e tenetelo vicino a voi quando siete in "modalità scrittori", in modo che ogni azione sarà guidata da ciò per cui vorrete essere ricordati.

Come si può notare, fare lo scrittore non è facile oggigiorno e capire chi si vuole diventare è fondamentale per trovare a giusta direzione.
Inoltre, grazie al vademecum che verrà presentato nel capitolo successivo, vogliamo cercare di rendere più facile la stesura del testo.
Capiremo che l’idea è fondamentale e spesso leggere porta a nuove concezioni. Tuttavia vedremo che l’idea non è tutto e in un mondo dove la concorrenza spesso si lascia andare ad accuse pubbliche di plagio, vedremo che non sarà sempre la trama a fare la differenza, ma spesso saranno lo sviluppo, lo stile, la cura del testo a dare a una storia quel tocco di originalità che oggigiorno manca sempre di più a causa della quantità esorbitante di materiale in uscita.


Consigli di Alessandro

Riprendiamo i vecchi consigli di Stephen King: leggiamo e scriviamo molto se vogliamo diventare scrittori.
Usiamo il senso critico. Stop alle recensioni amiche o nemiche, ma cerchiamo sempre di essere costruttivi, critici, obiettivi durante la lettura di un’opera e poi esponiamo il nostro giudizio con educazione, rispetto e gentilezza. Il talento di uno scrittore si distingue anche da questo: da come valuta un testo riconoscendone la cura e l’eccellenza della forma e del contenuto. Una lode o una critica negativa, che non tiene in considerazione questo, non aiuta l’autore e sminuisce il talento del collega scrittore/lettore che risulterebbe incapace di valutare e riconoscere le mancanze in un manoscritto.
I lettori scarseggiano e gli scrittori aumentano. Questo significa che nessuno scrittore si può permettere di perdere lettori, quindi è di fondamentale importanza non deludere mai le aspettative del pubblico mettendo sul mercato un prodotto mediocre. Basta un lettore non soddisfatto alla prima occasione per perderlo per sempre.


Consigli di Josephine

Rispettiamo i nostri lettori dando a loro un prodotto di buona qualità, curato e che invogli la lettura. Al bando, quindi, errori ortografici, trame inconsistenti e frettolose.
Rispettiamo i nostri recensori. Spesso si leggono sui social vere denunce di recensioni e accuse di ogni sorta verso chi ha non ha apprezzato la nostra opera. Questo non deve accadere. Quel lettore ha usato denaro (ha comprato il nostro libro scegliendolo tra una miriade di altri), tempo (ha letto la nostra opera invece di fare altro) ed energia. Tutto questo merita rispetto da parte nostra da chi ci ha scelti.
Ridurre al minimo i contatti social perché distraggono e aumentano il senso di fallimento e frustrazione. La quantità esorbitante di informazioni che ci arriva dal web ci distrae e non ci permette di mantenere la concentrazione.





 
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